Il tavolo di partecipazione cittadino alle scelte del Waterfront di Roma


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domenica 10 marzo 2013

MOBILITA' - IL MUNICIPIO XIII BOCCIA IL DOCUMENTO



Finisce con la bocciatura del documento (visionabile a questo LINK) di riordino della mobilità (e dell'emendamento proposto, qui sotto riportata, n.d.r.) e con la polizia per sedare una rissa, la discussione sul waterfront nel consiglio del XIII Municipio. E nel pomeriggio il sindaco Gianni Alemanno recupera chiamando il parlamentino locale a esprimere il parere entro un mese di tempo.
Consiglio municipale convocato ieri per discutere il documento sulla mobilità in relazione al waterfront promosso dal Tavolo partecipato e fatto proprio anche dalle commissioni Lavori pubblici e Attività produttive. Dopo un anno di incontri settimanali, il gruppo di lavoro tra le associazioni e i comitati, ha elaborato un documento di cinque pagine nel quale vengono considerate le priorità rispetto alla viabilità e alla mobilità sostenibile. Il piano chiede un’ottimizzazione del trasporto pubblico gommato, il potenziamento della ferrovia Roma-Lido, la realizzazione di una “magliatura” stradale completa, la fluidificazione delle intersezioni stradali più critiche, lavori di miglioramento per Colombo e via del Mare, il controllo del carico urbanistico. Principi ritenuti ovvi prima di considerare l’arrivo di nuovi pesi edilizi.
Eppure, chiamato a votare il documento approvato dalle commissioni, il Consiglio ha detto no: 12 voti PdL contro 11 dell’opposizione. A quel punto Stefano Salvemme, consigliere di maggioranza sconfessato rispetto al suo operato, ha abbandonato il PdL e comunicato l’adesione al gruppo misto.
La bocciatura ha dato via a una baraonda tra un gruppo di spettatori, tutti partecipanti al Tavolo partecipato, e un consigliere della maggioranza. Sono volate parole grosse e c’è stato il tentativo di venire alle mani sedato prima dai vigili urbani e poi dalla polizia che ha avviato un’indagine per risalire ai responsabili.
Nel pomeriggio colpo di scena. Il sindaco Alemanno ha trasmesso al Segretariato la delibera sul waterfront approvata dalla Giunta capitolina chiedendo che il Municipio esprima il proprio parere entro un mese. (da Il Messaggero, Ed. si Ostia - di G. Mancini - 8 marzo 2013)



Nel XIII Municipio si parla di waterfront e finisce in rissa. Il consiglio municipale si anima e viene chiamata anche la Polizia. Stefano Salvemme lascia la maggioranza e passa al gruppo misto. (da RomaToday LINK)




L'emendamento all'ordine del giorno della seduta consiliare del Municipio XIII del 7 marzo 2013 in cui si richiedeva al Presidente e al Consiglio del XIII Municipio di promuovere la PROGETTAZIONE PARTECIPATA, secondo la delibera di C.C. n°57 del 2 marzo 2006, allegato A, "Regolamento di partecipazione dei cittadini alle trasformazione urbana". L'art. 9, Progettazione Partecipata" afferma che:


1. La progettazione partecipata costituisce un ulteriore livello della partecipazione.
2. Il processo di progettazione partecipata è promosso su richiesta della Giunta Comunale, dell’Assessore competente, del Consiglio Comunale, del Presidente del Municipio, del Consiglio Municipale.
3. La progettazione partecipata è obbligatoria nei casi in cui è espressamente richiesta da bandi o normative regionali, nazionali ed europee, è raccomandata nei casi in cui la rilevanza e complessità dell’intervento consiglia un processo consensuale con gli attori
del territorio.
4. La progettazione partecipata dovrà favorire una lettura ed interpretazione delle necessità e vocazioni del territorio in chiave ambientale strategica, con lo scopo di valutare la sostenibilità socioeconomica e fisica degli interventi proposti.
5. Le attività di progettazione partecipazione potranno svolgersi mediante l’organizzazione di incontri, forum, laboratori di quartiere e territoriali, utilizzando metodologie appropriate, personale specializzato interno o, se necessario, esterno all’Amministrazione Comunale, ed il supporto tecnico della Casa della Città.





I principali comunicati stampa che sono seguiti, alcuni articoli tratti dalla rassegna stampa e dichiarazioni in rete.
Waterfront il mistero dei grattacieli (G. Mancini - Il Messaggero)

IL CASO
Grattacieli sul lungomare di Ostia con il nuovo waterfront? Sì. No. Forse. È uno dei grandi misteri che né l’amministrazione né le planimetrie della delibera approvata dalla Giunta capitolina riescono a svelare.
E’ stato pubblicato l’atto varato dal vertice capitolino per l’avvio del processo partecipativo. «Entro 60 giorni di tempo - spiega l’assessore capitolino all’Urbanistica, Marco Corsini - verrà convocata l’Assemblea partecipativa per raccogliere le osservazioni dei cittadini, dei comitati e delle associazioni. Acquisito anche il parere del Municipio, la delibera sarà sottoposta all’approvazione del consiglio comunale, atto che spetterà ormai alla prossima amministrazione».
Sui siti del Comune di Roma e del XIII Municipio è possibile prendere visione di tutte le carte ma non è chiaro quale sia esattamente il piano varato dalla Giunta. Il «Programma di interventi di riqualificazione del lungomare e di Ostia», infatti, presenta elaborati grafici dei diversi comparti datati 23 novembre, modificati esattamente un mese dopo e riassunti il 4 gennaio di quest’anno. In ciascuna cartografia le altezze dei palazzi del comparto C e D - la cosiddetta Città dei Giochi e della Scienza - cambiano: a novembre gli edifici più alti sono uno di 14 piani (44 metri) e uno di 4. A dicembre compaiono tre grattacieli rispettivamente di 57 metri, 77 e 107. A gennaio si torna alla versione ad una palazzina di altezza indefinita ma comunque superiore al resto del contesto urbano.
Eppure in un incontro con i rappresentanti del Tavolo partecipato del waterfront proprio l’assessore Corsini aveva garantito la scomparsa dei grattacieli per un veto della Soprintendenza. «No, la Soprintendenza ce li avrebbe permessi - specifica oggi Corsini - ma si è pensato di evitare verticalità estreme per rispetto della sensibilità locale che si è dimostrata contraria. Mi pare che si sia preferito spostare le dimensioni elevate nella parte centrale e retrostante della città». E in effetti negli elaborati più recenti del comparto G, sui terreni dell’ex scalo merci di via Lepidio sono disegnati tre palazzi di dimensioni doppie o triple rispetto l’attuale assetto circostante.
Riguardo alla rissa esplosa per la bocciatura della delibera proposta da due commissioni e dal Tavolo partecipato, il mini-sindaco Giacomo Vizzani ieri ha preso una posizione netta. «I toni esasperati sono sempre segnali di inciviltà - sostiene - La discussione si è conclusa con una votazione legittima. Il tentativo di alzare la voce per ostacolare i lavori dell’aula è un atteggiamento scorretto e poco democratico. L'iter del processo partecipativo proseguirà con la convocazione dell'incontro aperto alla cittadinanza, come previsto dai regolamenti comunali».


XIII Municipio, Vizzani: "Discussione su waterfront incivile e anti-democratica". Il presidente del parlamentino lidense: "La discussione di ieri si è conclusa con una votazione legittima che è espressione del parere di consiglieri eletti" (LINK)

Le repliche alle dichiarazione del Presidente del XIII Municipio, G. Vizzani.


Stefano Salvemme, Vice Presidente del Consiglio del XIII Municipio (LINK) (VIDEO)

Il comunicato stampa del CC2013 (LINK)

Il comunicato stampa della Comunità Foce del Tevere (LINK)


Ostia, La Destra: "Bagarre Waterfront? Antidemocratica è l'amministrazione municipale!" (LINK)

Dalla bacheca del consigliere del XIII Municipio de Fratelli d'Italia, Riccardo Marinelli
"La seduta consiliare è finita in rissa....dopo la votazione contraria da parte della maggioranza su un documento privo di fondamenta ...tematica trattata come ripeto water front(comportamenti ed atteggiamenti di una tristezza inaudita strilli urli parolacce e provocazioni...sembrava di stare un po in curva sud e un po ad un concerto dei metallari)e solo dopo l'intervento della p.s e cc ,si sono placati gli animi...."

Ostia, Notturni: “Municipio, siamo ‘alla frutta’: subito la sfiducia a Vizzani” (LINK)

Dalla bacheca dell'Ass. alla Scuola, alla Casa e alle Politiche Sociali del XIII Municipio (non presente in aula) Lodovico Pace:

"XIII MUNICIPIO. Nelle vicende sviluppatesi attorno alla riunione del consiglio di ieri pomeriggio è accaduto un filmetto già visto: nel "grillismo" -inteso come atteggiamento insofferente e demagogico- fermentano pulsioni antidemocratiche. Ogni occasione è pretesto sanculottesco. Forse, oltre le comparsate, la stragrande maggioranza delle persone ritiene (e sogna) che il nostro paese possa uscire dalla crisi con dignità."

Dalla bacheca del consigliere del XIII Municipio, Paolo Orneli (PD):

"Municipio di Ostia. Questa mattina, nel corso di un consiglio molto partecipato, avremmo dovuto discutere ed approvare un documento redatto da decine di associazioni, comitati di quartiere, tecnici e semplici cittadini sul tema della mobilità sul litorale romano.

Un documento molto articolato e ben fatto, ricco di suggestioni, principi e idee molto concrete. Aree pedonali, piste ciclabili, parcheggi di scambio, potenziamento della Roma-Lido e corsie preferenziali per i mezzi pubblici, decongestionamento del lungomare, accessibilità dei luoghi, ricucitura tra i quartieri. Un tentativo serio di immaginare una trasformazione positiva del nostro territorio, partendo dalla vivibilità delle persone e non dalle speculazioni edilizie e dai soliti pseudo-progetti calati dall'alto ad uso e consumo di questo o quel costruttore.

Un documento che il Municipio avrebbe potuto e dovuto fare suo, con soddisfazione e orgoglio. Non soltanto perché - lo ripeto - era il frutto di un lavoro appassionato e disinteressato di tantissimi cittadini. Non soltanto perché di questi tempi la partecipazione delle persone dovrebbe essere considerata più che mai preziosa ed importante. Ma anche e soprattutto perché quel documento diceva cose in gran parte giuste e sensate.

E invece, ancora una volta, un ceto politico cialtrone, supponente ed autoreferenziale ha deciso di dare uno schiaffo in faccia ai cittadini presenti, bocciando quel documento e mortificando la volontà di partecipazione di tante associazioni e tanti comitati della nostro Municipio. Un vero peccato. E l'ennesima conferma del carattere peracottaro e ignorante di una destra ormai logora e completamente scollegata dalla realtà che dovrebbe amministrare.

Dovrebbero vergognarsi, ma non sono neanche capaci di fare questo. Bisogna voltare pagina ed assicurare sin da ora che la partecipazione e la trasparenza diventeranno metodo di governo della città. Senza se e senza ma. Prima ancora di una buona politica (pure necessaria), qui dobbiamo ricostruire le nozioni fondamentali dell'etica pubblica, della democrazia e dei diritti di cittadinanza. Mai più uno schifo così. Mai più."


Dalla bacheca del futuro candidato alla Presidenza del XIII Municipio per il M5S, Paolo Ferrara:
"Nulla di fatto in municipio. Alcune buone proposte, altre meno, una visione sballata (non è detto che qui abbia ragione), molta gente incavolata, un pdl chiuso che ripete i suoi errori, molti interessi da proteggere, un Vizzani provato, un consigliere che lascia il proprio partito, alcuni consiglieri assenti, altri maltrattati, qualcuno del pd che vota a favore in modo svogliato, atri che lo fanno per quieto vivere, qualcuno convinto ma senza prove e... Azz... fosse questa l'antipolitica!"

Leonardo Ragozzino, Resp. Cultura Area Metropolitana per SEL (LINK)

Alessandro Paltoni, consigliere UDC del XIII Municipio,
ex FI, ex Margherita, ex PD, fra poco ex UDC e di nuovo PD non appena ci sarà Renzi (secondo quanto dichiarato durante l'intervista al TG di Canale 10). 9 minuti di propaganda elettorale, proprio lui che ha chiesto il giorno prima le dimissioni di Vizzani e poi esegue le indicazioni di Vizzani di non entrare in aula e dunque non votare. Peccato che Paltoni non abbia seguito il dibattito perché mai presente (ma solo affacciatosi poco prima della votazione per prendere evidentemente istruzioni sul da farsi, insieme al consigliere dell'UDC Angelo Paletta) e l'unica cosa che dice alla domanda (?) sulla seduta consiliare è testualmente "si continua ad andare sul personalismo, ognuno cerca di far evidenziare la sua personalità in funzione delle prossime elezioni di maggio, mi sembrava corretto che tutti scendessero dall'autobus e si mettessero in linea con tutti gli altri come è successo anche con Grillo, si facessero delle consultazioni ordinarie a maggio quando ci saranno le elezioni con dei programmi che possano essere capiti anche dalle persone".

giovedì 7 febbraio 2013

MOBILITA'


PRINCIPI GENERALI ED INDEROGABILI

  • Basta con politiche urbane che separino lo spazio, la mobilità e i diritti.
  • Muoversi non è solo un dove, ma è un come.
  • Mobilità non come un insieme di funzioni bensì come spazio urbano. Le città non sono nuclei edilizi delimitati da vie di scorrimento.
  • Il sistema dei trasporti deve essere la componente chiave del “metabolismo urbano e metropolitano”, la parte che fa respirare e dunque vivere una città.
  • In una città le persone vivono per relazionarsi, non per vivere come monadi. Dunque le relazioni, o le mancate relazioni, fra chi va e viene da un posto all’altro, e i posti intermedi che è costretto ad attraversare, sono questioni cruciali.
  • Basta con progetti dove tutto pare funzionare benissimo al loro interno ma decontestualizzati dall’area più vasta nella quale si inseriscono.
  • Il territorio deve essere considerato come un sistema di vasi comunicanti.
  • Pretendere l’istituzione della cultura e della pratica della valutazione dei progetti di investimento pubblico, come l’analisi costi-benefici (Acb). Basta con approcci non moderni e non innovativi: nella valutazione degli investimenti pubblici è necessario dotarsi di supporti analitici trasparenti e comparativi, per evitare discrezionalità e clientelismo (settoriale o geografico o partitico) e che rendono opaco e ideologico ogni dibattito pubblico, anche con le realtà locali, che spesso si oppongono in modo strumentale a qualsiasi opera.
  • Quando si parla di mobilità si deve dare centralità alla parola accessibilità, il regno di condivisione tra mezzi e fini degli spostamenti. Accessibilità intesa come la qualità dello spazio dal punto di vista del movimento, dunque il campo di forze che regola le relazioni spaziali, in cui lo “spazio urbano” è relazione tra differenze in uno spazio condiviso.
  • Per descrivere lo spostamento del cittadino parlare d’uso dei luoghi, di un campo di forze che regola gli spostamenti delle persone e non di un flusso in una conduttura stradale.
  • La strada non è manufatto ingegneristico bensì un’opera architettonica e un luogo sociale, visto che è sempre stata la struttura morfologica che ha conferito ad un insieme di edifici l'aspetto di un paesaggio urbano.
  • L'automobile non deve essere al centro delle politiche sulla mobilità. L’automobilista chiuso nel proprio abitacolo si pone in contrapposizione verso gli spazi pubblici, che vengono cancellati con l'appropriazione privatistica, compensati con il comfort solipsistico, neutralizzati con l'autoreferenzialità infrastrutturale e purificati con l'eliminazione della promiscuità pedonale.
  • Basta dunque con le conurbazioni a misura delle quattro ruote. La ricchezza della vita urbana discende proprio dal contenimento della potenza del nomadismo.
  • I trasporti pubblici devono essere i regolatori dei processi insediativi. L’autostrada infatti favorisce il diradamento urbano lungo il suo percorso, al contrario la ferrovia induce la concentrazione urbana nelle zone intorno alle stazioni.
  • Basta con la retorica. E’ necessario utilizzare le tecniche Land-use Transport. La pianificazione degli insediamenti deve prevedere la ottimizzazione di una strategia dei trasporti avente come obiettivo la minimizzazione del totale degli spostamenti così come la pianificazione dei trasporti deve inserire fra le sue ottimizzazioni le variabili dettate dai vincoli di una strategia degli insediamenti dal punto di vista delle loro qualità e della accessibilità degli utenti ai servizi urbani. A Roma negli ultimi anni c’è stato un allungamento dello spostamento medio del 31% e quindi un aumento del volume di traffico, a causa della disseminazione delle c.d. centralità nelle zone esterne al Gra.
  • Basta con espansioni granulari spacciate per centralità.
  • Un accettabile livello di qualità urbana non esiste con alti livelli di motorizzazione.
  • Basta con progetti che guidano la trasformazione. Sì ad attente politiche di recupero di ciò che è stato fatto male.

MOBILITA’ – SINTESI DELLE PROPOSTE

  1. Potenziamento del trasporto pubblico, dando la priorità a quello su ferro, innanzitutto con le opere già previste per il miglioramento della ferrovia urbana Roma – Lido;
  2. Controllo del carico urbanistico esistente attraverso la realizzazione delle opere pubbliche e dei servizi mancanti, delle opportunità lavorative volte a diminuire gli spostamenti, blocco di nuove convenzioni, densificazioni e lottizzazioni;
  3. Realizzazione di una magliatura stradale completa (collegamenti trasversali e dedicati tra i quartieri). Adeguamento agli standard previsti della rete stradale, riservando corsie per i mezzi pubblici nelle arterie principali;
  4. Fluidificazione del traffico in corrispondenza delle intersezioni stradali più critiche con interdizione al traffico pesante (TIR e mezzi di cantiere) nelle ore di punta;
  5. Completamento e miglioramento delle piste ciclabili;
  6. Realizzazione di isole pedonali in corrispondenza di poli aggregativi, quali piazze, lungomari e zone con presenza di servizi pubblici e collettivi;
  7. Ottimizzazione del trasporto gommato in riferimento ai parcheggi, nodi di scambio, incroci.

MOBILITA’ - PROPOSTE DI INTERVENTI URGENTI

  1. Realizzazione di una strada tangenziale per il quadrante Ostia ponente, che partendo dal Porto passi tangente alla Pineta delle Acque rosse, arrivi alla Via del Mare, per ricongiungersi all'altra tangenziale’ del quadrante di Ostia Levante tramite un nuovo cavalcavia sulla Roma-Lido. Questa nuovo percorso è costituito da un asse viario alle spalle di via dei Promontori che si andrà a ricongiungere con  Via delle Fiamme Gialle - Via dei Rostri (tramite la realizzazione del relativo cavalcavia, progetto già previsto Arch. Crisostomi, in cui nel sistema viario sono compresi tanti altri interventi, tra cui il miglioramento della viabilità locale in funzione dell’ospedale Grassi per un importo di 5 milioni di euro). In questo modo verrebbe drenato gran parte del traffico che ora grava sul lungomare; grazie a questo intervento il lungomare non sarebbe più una strada con intenso traffico veicolare. Ciò permetterebbe un ampliamento dell'area pedonale di piazza Anco Marzio: la nuova area (a prevalente funzione) pedonale potrebbe essere individuata nel quadrante delimitato da Giuliano da Sangallo a ponente – Corso duca di Genova – Corso Regina Maria Pia a nord e viale della Vittoria a levante, fino ad arrivare a largo Magellano. Il traffico veicolare che va da Piazzale Magellano fino alla Colombo sarà spostato sull'attuale tracciato di Via delle Quinqueremi, così da permettere la piena fruibilità da parte di pedoni e ciclisti del tratto di lungomare che va da Via Giuliano da Sangallo fino alla Cristoforo Colombo. Questa intervento raggiungerà il suo pieno compimento solo se sarà profondamente rivisto il concetto di accessibilità e fruibilità delle spiagge, ora quasi esclusivo appannaggio degli abbonati degli stabilimenti.

  2. Via Cristoforo Colombo è classificata nel territorio del XIII Municipio come “strada urbana di scorrimento” e quindi dotabile di strisce pedonali. Fare gli attraversamenti pedonali, portarla a 3 corsie fino a Roma (una, riservata ai mezzi pubblici e di soccorso)

  3. Abolizione del semaforo di Via di Malafede con alternativa al sottopasso previsto (utilizzo di via del Risaro, che ha già un sottopasso rispetto alla Colombo; utilizzo di via Mastroianni per il traffico di Giardini di Roma; ponte sul fosso di Malafede per collegare Vitinia; sistemazione di via di Malafede per solo traffico locale all'altezza del Camping)

  4. Rotatorie su via di Macchia Saponara ed eliminazione del semaforo dell'AXA.

  5. Realizzazione di piste ciclabili lungo la rete dei canali di bonifica.
    La mobilità ciclabile intesa come elemento cardine della mobilità alternativa in particolare in territorio favorevole come il XIII° Municipio si pone come modalità per il  congiungimento trasversale delle varie zone e come alternativa per l’approdo alle stazioni del treno senza l’uso dell’auto. La rivalutazione e riqualificazione degli argini del collettore primario e secondario rappresentano la naturale via per poter collegare le zone tipo Infernetto con Ostia Antica e Casal Palocco con Acilia stazione del Treno. Le stazioni del treno Roma-Lido dovrebbero essere dotate di bici-parcheggi custoditi La pista sull’argine del collettore si potrebbe affiancare alla strada per raggiungere il ponte di Dragona e consentire l’attraversamento del Tevere per raggiungere il posto di lavoro (centro commerciale, Nuova Fiera di Roma, Commercity, Aereoporto, ecc…). Partendo dagli assi principali si potrebbe costituire una rete di piste che conducano alle scuole del territorio, agli uffici Postali, ai plessi di interesse turistico, facilitando lo spostamento dell’utenza debole costituita da pedoni ciclisti e portatori di Handicap. Questo consentirebbe alle famiglie notevoli risparmi, salvaguardare l’ambiente, recuperare gli spazzi occupati dalle auto ferme per molte ore (oraio di lavoro) migliorare la qualità della vita in genere. Ovviamente da non trascurare gli argini del Tevere che costituiscono da sempre interesse turistico, paesaggistico e storico nonché via di comunicazione per raggiungere Roma. Così come avviene in tutti paesi Euopei gli argini dei fiumi sono percorribili perdonabili e ciclabili sia per attività ludiche che vie di connessione tra vari punti delle città. La percorribilità degli argini del Tevere fino a Mezzocammino consentirebbe il ricongiungimento con la pista attuale e rappresenta un modo per avere un collegamento con la città e viceversa poter raggiungere il mare  usando mezzi alternativi al motore, la promiscuità alla linea ferroviaria garantirebbe un interscambio capillare tra bici e treno.

  6. Abolizione del progetto del nuovo Ponte della Scafa con sistemazione dell'attuale ponte e fluidificazione degli innesti ad esso, più sistemazione della viabilità locale di Fiumicino (semafori via Trincea delle Frasche e via Cima Cristallo: 2 rotatorie)

  7. Accelerazione del Ponte di Dragona, da rivedere rispetto al progetto iniziale

  8. Sistemazione dell'incrocio di Ostia Antica con sovrappasso a livello ponte della ferrovia e deviazione della via Ostiense e Via del Mare sotto di esso

MOBILITA’ - INTERVENTI DA STUDIARE

  1. Ottimizzazione del trasporto pubblico gommato:
    Per una mobilità alternativa nel nostro territorio si propone una rivalutazione del trasporto TPL su gomma inteso come “autobus e navette elettriche” al fine di poter essere fortemente concorrente all’uso dell’auto privata. Per poter sviluppare un piano nel tempo, è necessario realizzare le corsie preferenziali ove autobus e mezzi di servizio quali Pompieri, Ambulanze, Polizia in genere si possano muovere senza l’intralcio delle auto in movimento e parcheggiate ai lati delle strade. Questo consente una maggiore rapidità nel percorso dell’autobus, puntualità negli orari, certezza nel trasporto, l’assunzione di navette elettriche ad alta frequenza per tratti di breve raggio facilita la capillarità del TPL, il facile raggiungimento di zone periferiche, delle strade commerciali senza preoccuparsi del parcheggio, abbattendo l’inquinamento acustico ed atmosferico.
    La realizzazione di punti di scambio definiti “intermobilità” tra aree di parcheggi auto capolinea di autobus e navette renderebbe indolore lasciare la macchina per usare un efficiente TPL.  A tal proposito si propone il recupero dell’area (che comprende le attuali giostre, l'ex F3 e l'area attualmente dismessa nel sedime della ferrova Roma-Lido), per costituire un parcheggio seminterrato, con una copertura a tetto giardino integrato con pannelli fotovoltaici, capolinea di autobus per le distanze maggiori tipo il raggiungimento dell’Idroscalo e, navette elettriche per il servizio nel centro, chiosco informativo, bike-sharing, confluenza di piste ciclabili per il raggiungimento di Ostia Antica, l’Idroscalo, il lungomare, la pineta di Castel Fusano ecc.. area parcheggio bici in sicurezza. La vicinanza con la stazione di Lido Centro consentirebbe anche di poter lasciare l’auto e recarsi nella zona dei “cancelli” scendendo alla stazione di C. Colombo ove autobus in sintonia con l’orario del treno conducano al mare senza la necessità di intasare con parcheggi abusivi,  nei periodi estivi,  la via per Torvaianica e viceversa.
  2. Realizzazione di una magliatura stradale completa (collegamenti trasversali e dedicati tra i quartieri)
  3. Fluidificazione delle intersezioni stradali più critiche con interdizione al traffico pesante, TIR, mezzi di cantiere, nelle ore di punta
  4. Ottimizzazione del collegamento tra la zona Porto – Idroscalo e l’entroterra, con sistemi che permettano di raggiungere velocemente e in sicurezza Ostia Antica e Roma centro
  5. Controllo del carico urbanistico (blocco di nuove convenzioni, densificazioni e lottizzazioni; attuazione delle opere pubbliche dell'Art.11 Dragona-Acilia, per es. sottopasso San Giorgio-Dragona, come opere preliminari previste e non realizzate – Corte dei Conti)